Video pillole di consigli per presentare meglio

Per migliorare le proprie capacità di public speaking e realizzare delle presentazioni di successo è necessario focalizzarsi su tre elementi: preparazione, design e comunicazione. In questi video ti spiego come fare.

Ho letto Guardare, Pensare, Progettare - Neuroscienze per il design. 

Sono fissato con le neuroscienze e con tutto ciò che ha a che fare con il cervello perché mi piace capire come possiamo applicare la conoscenza scientifica del cervello alle presentazioni, che invece è un’attività creativa. Perché l’ispirazione da sola non basta, la creatività da sola non basta e neppure la conoscenza del design. Bisogna anche sapere come funziona il cervello per comunicare in modo efficace. 

Libro scritto da Riccardo Falcinelli, che ha insegnato Comunicazione visiva alla Sapienza di Roma, e che mi è stato consigliato da Graziano Giacani, ideatore del Brand Festival

Un libro importante, ma non semplice, perché spiega in modo dettagliato cosa succede nel cervello quando guardiamo o progettiamo. Comunque molto interessante perché intreccia la spiegazione scientifica con tanti esempi sul design, sul cinema, sulla pittura e sui cartoni animati. È un vero e proprio mix di arte e scienza, che è esattamente quello che ci serve quando parliamo di presentazioni, perché le presentazioni sono un mix tra arte e scienza. 

Fare un riassunto di un libro del genere è complicato, e qui voglio riportare solo un aspetto che mi ha fatto piacere ritrovare in un manuale scientifico di questo tipo, che è l’idea della progettazione analogica, ovvero su carta e penna e non sul computer. 

Riccardo Falcinelli scrive che lo stare esclusivamente seduti davanti a un monitor distrugge le possibilità ideative. E le colpe, lui dice, non sono del computer, ma della ripetitività fisica del monitor e della sedia. Mentre lo scarabocchiare, il dipingere, l’incollare, lo scattare fotografie e — nel nostro mondo — il pianificare una presentazione su carta e penna e non direttamente su PowerPoint, propongono al corpo altre posture e quindi altre idee, ed è per questo che ci rende più creativi. Come dice Falcinelli, rinunciare al progettazione analogica in nome della sveltezza o del progresso digitale è come rinunciare a camminare una volta inventata l’automobile. 

 

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