Video pillole di consigli per presentare meglio

Per migliorare le proprie capacità di public speaking e realizzare delle presentazioni di successo è necessario focalizzarsi su tre elementi: preparazione, design e comunicazione. In questi video ti spiego come fare.

Le presentazioni sono un mix tra arte e scienza e oggi parliamo della scienza delle presentazioni. Perché è vero che fare una presentazione è un processo creativo, ma è anche vero che la creatività non basta; bisogna accompagnarla ad una conoscenza tecnica di cosa funziona e cosa non funziona nella comunicazione. Come lavora il nostro cervello? Cosa ci fa prestare attenzione? Quali sono le tecniche che possiamo usare per fare in modo che le nostre idee raggiungano chi ci ascolta? Come possiamo fare in modo che le nostre idee rimangano impresse nella mente del nostro pubblico? Queste sono tutte domande a cui esiste una risposta, che viene dalla ricerca scientifica su come funziona il nostro cervello. 

C’è un libro formidabile (Brain Rules) del Dr. John Medina (in italiano Il cervello. Istruzioni per l’uso), che è stato determinante nella mia formazione, perché John Medina — che è uno scienziato — spiega come funziona il nostro cervello e ci dà molti spunti molto attinenti al mondo della comunicazione, e quindi delle presentazioni.

Qui voglio ricapitolare quelli che sono me sono i più importanti per noi. 

Abbiamo alcuni secondi per catturare l’attenzione e solo dieci minuti per mantenerla - Ogni dieci minuti dobbiamo fare qualcosa per mantenere alta l'attenzione del pubblico. Attenzione: non si tratta di fornire altre informazioni, non è questo quello di cui ha bisogno un pubblico. Un pubblico ha bisogno di quelli che Medina chiama emotionally charged events: qualcosa che deve scatenare un’emozione. Paura, felicità, incredulità, nostalgia o una risata: tutto dipende dal contesto della presentazione. Potete raccontare una storia o un aneddoto di business, potete introdurre un caso studio o far vedere un video interessante: sono tutti esempi di emotionally charged events che aiutano a mantenere alta l’attenzione. Ovviamente, devono essere pertinenti al messaggio che avete comunicato nei dieci minuti precedenti, altrimenti non funziona. È come se ogni dieci minuti dovessimo riacquistare l’attenzione del pubblico, che altrimenti calerebbe in modo fisiologico.

Stimolate più sensi - L’uomo ha cinque sensi: vista, udito, gusto, tatto e olfatto. Ma la maggior parte delle presentazioni sono monosensoriali. Medina ci consiglia di comunicare in modo multisensoriale. Per esempio: nel 2009 Bill Gates ha fatto una presentazione ai TED per sensibilizzare le persone sul tema della malaria, che viene trasmessa dalle zanzare. Per far capire bene il suo messaggio, invece di mostrare una slide con alcune informazioni su zanzare e malaria, ha aperto un’ampolla piena di zanzare (mentre parlava della pericolosità di questi insetti) e le ha fatte svolazzare verso il pubblico. Ha creato un’esperienza.
È solo un esempio, ma il concetto è quello della multisensorialità: se mostrare delle immagini, andate a stimolare la vista, se fate vedere un video stimolate anche l’udito, se fate una dimostrazione di un prodotto, potreste coinvolgere il tatto. La multisensorialità vi aiuterà a creare presentazioni cento volte più interessanti di quelle che vediamo sempre. 

La vista domina tutti gli altri sensi - Ok, abbiamo cinque sensi, ma la vista è quello dominante. La vista è lo strumento migliore che abbiamo per imparare qualsiasi cosa: ecco perché bisogna creare delle presentazioni ad alto impatto visivo. Più una presentazione è visuale, più il messaggio sarà memorizzato. Le immagini sono solo uno degli elementi che rendono una presentazione visuale, ma ci sono anche i grafici, le tabelle e i diagrammi. Medina dice che “le persone non prestano attenzione a ciò che è noioso.” E cosa c’è di più noioso di una presentazione testuale? 

Il cervello presta più attenzione all’idea d’insieme che ai dettagli - Per chi presenta, questo significa che bisogna comunicare in modo gerarchico. Prima di tutto viene il messaggio principale (l’idea d’insieme), poi i dettagli a supporto. Spesso invece si comunicano direttamente i dettagli, uno dietro l’altro, per dimostrare competenza su un argomento, ma diverse ricerche smentiscono questo approccio e dimostrano che presentare in modo gerarchico aumenta la comprensione fino al 40%.

Il cervello non è in grado di fare multitasking - Il mito del cervello che riesce a fare più cose contemporaneamente è proprio un mito, almeno per quanto riguarda la comprensione delle idee. Normalmente il cervello umano si focalizza su dei concetti in modo sequenziale, uno alla volta. L’errore che spesso si commette è quello di comunicare troppe informazioni, senza dare il tempo a chi ci ascolta di assorbirle. Ma il cervello di chi ascolta non è in grado di assorbire tutto, perciò è fondamentale essere selettivi nel dosaggio delle informazioni. Bisogna pensare bene a cosa includere e cosa escludere perché non è vero che è tutto importante. 

La morale della favola? Facciamoci furbi e ricordiamoci che quando presentiamo davanti a noi abbiamo dei cervelli che funzionano in un certo modo; quindi preparare delle presentazioni non compatibili con il funzionamento del cervello è poco intelligente. 

 

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