Video pillole di consigli per presentare meglio

Per migliorare le proprie capacità di public speaking e realizzare delle presentazioni di successo è necessario focalizzarsi su tre elementi: preparazione, design e comunicazione. In questi video ti spiego come fare.

Qual è la prima cosa cha fai, la prima che ti viene in mente quando ti chiedono di fare una presentazione? 

Non so qual è per te, ma so qual è la prima cosa che fa la maggior parte delle persone. La maggior parte delle persone apre PowerPoint (o Keynote o qualsiasi altro programma per presentazioni). Con il risultato che vengono fuori sempre le solite slide con titolo in alto, un blocco di testo al centro e magari un’immagine bruttissima messa lì a caso. 

Quello che viene fuori è un documento che poi viene spacciato per presentazione. Perché questo è quello che ti porta a fare lo strumento. Apri PowerPoint e hai uno schema preimpostato che ti consiglia di inserire un titolo in alto e un blocco di testo al centro.

Quello che dovresti fare invece è allontanarti il più possibile dal computer. Nella fase di preparazione di una presentazione, spegni il computer, prendi carta e penna e prepara la tua presentazione in modo analogico.

Non deve essere per forza carta e penna. Carta e penna funziona per me, magari tu preferisci buttare giù delle idea su una lavagna, che tra l’altro è molto utile se devi preparare una presentazione in team. Oppure potresti utilizzare dei post-it, in cui ogni post-it rappresenta una slide. Scegli il metodo che funziona per te, ma lascia stare il computer. 

C’è un video molto interessante che ti consiglio, in cui John Lasseter — direttore creativo di Pixar — risponde alla domanda di un fan su quali consigli darebbe a chi volesse iniziare una carriera nel campo dell’animazione digitale. Il titolo del video è John Lasseter - Forget the technology! Come si capisce anche dal titolo, il consiglio più importante che dà è di dimenticarsi della tecnologia. Perché? Perché la tecnologia non intrattiene mai un pubblico; è ciò che facciamo noi con la tecnologia che crea intrattenimento. Quello che consiglia è che, invece di focalizzarsi sulla tecnologia, bisognerebbe imparare le basi: il disegno, la teoria del colore, i principi base dell’animazione, dello storytelling e di come si struttura un film. Anche perché, se ci pensiamo, la tecnologia, il computer e i vari strumenti che abbiamo a disposizione cambiano continuamente. Nella carriera di un professionista la tecnologia cambia, ma quello che facciamo con la tecnologia rimane valido.

Tutto questo vale anche nel mondo delle presentazioni. Quello che conta non è lo strumento, ma l’approccio. E l’approccio giusto parte da una buona preparazione, in modo analogico.

Ci sono due motivi per cui pianificare una presentazione in modo analogico è meglio. 

  • Lavorare in maniera analogica ti rende più creativo. Se vai a parlare con gli artisti e i designer, ti diranno che la fase creativa si fa su carta e penna, su lavagna, su post-it, non si fa sul software. Nel nostro mondo, se vai subito su PowerPoint, è molto probabile che il risultato finale sarà titolo, elenco puntato e immagine pessima perché sei spinto a seguire quello schema. Se invece lavori in modo analogico, parti da un foglio di carta bianco, senza nessuno schema pre-impostato, e inevitabilmente sviluppi una creatività maggiore;
  • Il secondo motivo è che pianificare in modo analogico ti aiuta a visualizzare la tua storia nel suo insieme. Una volta che hai buttato giù delle idee, ti puoi distaccare dal foglio e osservare i concetti da una prospettiva diversa. Ti renderai conto che ci sono dei collegamenti, che puoi raggruppare alcuni concetti, che alcune cose hanno più senso di altre. In questo modo ti distacchi dall’ambiente lineare di PowerPoint (una slide dietro l’altra) e lavori in un ambiente spaziale, che ti dà una visione complessiva della presentazione. 

Come dice l’attore John Cleese, “non sappiamo da dove vengono le nostre idee, ma di certo non vengono dal computer.”